Le stagioni dell’olio: il riposo dell’inverno

Le stagioni dell’olio: il riposo dell’inverno

L’olio è il generoso risultato dell’olivo, pianta ricca di storia e bontà che dall’età antica accompagna la vita umana. L’olio e l’olivo, nel corso delle quattro stagioni dell’anno solare, seguono i ritmi della vita contadina e i cicli della natura della nascita, della crescita, della trasformazione e, infine, della rinascita. Un eterno ciclo che si rinnova costantemente e a cui assistiamo nel corso della produzione della gamma di prodotti di Olio Basso.

Abbiamo scelto di cogliere l’opportunità per farci accompagnare anche da voi nel percorso annuale che l’olivo e l’olio compiono insieme. A partire da questo articolo, vivremo un viaggio alla scoperta delle fasi della coltivazione dell’olivo fino ad arrivare alla sua raccolta e alla produzione dell’Olio Extravergine di Oliva, dell’Olio d’Oliva e di tutti gli altri.

Laceno e il suo lago. Pubblico Dominio, Wikimedia Commons

Le stagioni dell’olio d’oliva, in breve

L’olio è il frutto dell’operosità umana e della bontà della natura.

La sua lavorazione è un ciclo che si rinnova costantemente da migliaia di anni, assumendo forme nuove con l’alternanza delle stagioni. Anche se nel corso dei prossimi mesi affronteremo nel dettaglio questo percorso, in questo paragrafo ricordiamo brevemente quale sia il viaggio dell’olio e dell’olivo e cosa ci aspetti nei prossimi mesi (o cos’è accaduto in quelli precedenti).

  • Inverno: è il nostro ideale punto di partenza. In questa stagione l’olivo si riposa dopo aver prodotto i suoi frutti ed è oggetto delle cure dell’uomo. Parleremo dell’inverno per l’olivo nelle prossime pagine;
  • Primavera: la fioritura e la rinascita celate dal fresco inverno sono l’elemento che caratterizza questo passaggio del viaggio. Questi passaggi sono accompagnati dalla concimazione e dall’irrigazione delle piante;
  • Estate: è il tempo dell’allegagione, il fiore diviene frutto. Nascono le prime olive, che poi saranno lavorate;
  • Autunno: è la fine del viaggio dell’olio, cioè la definitiva trasformazione dalla pianta al frutto lavorato fino all’olio che potete gustare sulle vostre tavole. Vi racconteremo di questa stagione in futuro, accompagnando insieme l’olivo e i suoi frutti.

Ulivi appesantiti dalla neve. CC BY 3.0, Wikimedia Commons

Inverno: l’ulivo riposa per rinascere 

L’inverno per l’olivo è il tempo del riposo. Come altre coltivazioni mediterranee – ad esempio la vite – durante i mesi invernali l’olivo attraversa un periodo di riposo vegetativo.

È il momento in cui si effettua la potatura: le parti legnose e le parti verdi devono equilibrarsi, così da essere di aiuto allo sviluppo dei frutti nel corso della successiva stagione di rinascita e coltivazione.

In questo periodo procediamo a sfoltire la chioma dell’oliva, rendendola più leggera e libera affinché i raggi del sole e l’aria possano filtrare maggiormente. La potatura è inoltre fondamentale per mantenere gli olivi in salute e semplificare la futura raccolta.

Un potatura d’ulivo. CC BY-ND 3.0 IT SienaNews

Come si pota l’ulivo?

Le cultivar d’olive presenti in Italia sono molte. Ognuna di esse richiede un differente approccio alla potatura, che può cambiare profondamente in base ad area geografica, suolo, cultivar, ecc.

Bisogna ricordare, però, che sebbene la potatura si tenga in inverno questa è effettuata sempre evitando che l’olivo sia esposto al freddo e alle gelate. Inoltre spesso si alternano potature più invasive, cioè con tagli più profondi, a potature meno intense, volte a stimolare la pianta.

Un campo di carciofi danneggiato da una gelata improvvisa. CC BY 2.5 IT SetteSere

A quale temperatura soffre l’ulivo?

L’ulivo comincia a soffrire quando la temperatura invernale scende sotto i 3 o i 4 gradi. Più scende la temperatura, peggiori sono i danni che la pianta rileva: dagli apici vegetativi il freddo “brucia” le foglie, i rami, le branche e infine il tronco. L’ulivo è una pianta tipicamente mediterranea e si avvantaggia dell’esposizione diretta alla luce solare.

Negli ultimi anni, a causa del cambiamento climatico, i danni da improvvise gelate e/o cali di temperatura bruschi sono aumentati fortemente. Questi danni si ripercuotono non solo sulla pianta in sé, ma anche sulla produzione. Ancora peggiore il danno nel caso di gelate tardo invernali e/o primaverili: in questi casi può essere colpito il fiore, le cui ferite possono essere infestate dalla rogna. Altri fattori climatici che possono essere dannosi per la pianta di ulivo sono il forte vento, specie se freddo e/o accompagnato da cali di temperatura; l’eccessiva  piovosità, come accaduto nell’annata 2020; l’elevata umidità dell’aria.

Le avversità invernali sono sfide che, oggi, possiamo affrontare con la giusta serenità. Le moderne tecnologie di coltivazioni e le ampie competenze scientifiche hanno permesso di preservare e salvare gli ulivi dal freddo in numerose occasioni. La conoscenza delle tecniche di potatura, inoltre, ci consente di rafforzare anno dopo anno le piante.

Ma gli eventi climatici improvvisi e catastrofici a cui assistiamo e, spesso, contribuiamo possono essere temibili e rovinare il riposo invernale dell’ulivo. Perciò è necessario avere rispetto e cura della Terra e assumerci la responsabilità di questo compito.

Questa è una mission per Olio Basso, fedeli a lei e nel gusto, sempre.