Le etichette dell’Olio: approfondimento sulla “DOP”

Le etichette dell’Olio: approfondimento sulla “DOP”

Nell’ultimo articolo pubblicato su Olio Basso vi abbiamo presentato una panoramica dei significati delle differenti etichette presenti sui prodotti enogastronomici dell’Unione Europea: DOP, IGP, STG, PAT e Bio.

In questo articolo approfondiamo il significato del marchio DOP, cosa implichi la sua adozione e perché il riconoscimento della Denominazione d’Origine Protetta sia così importante per i prodotti e le regioni a cui viene riconosciuto. Ricordiamo che DOP è la sigla più conosciuta tra quelle comunitarie e anche la più diffusa nell’Unione Europea.

Cosa significano le etichette “DOP”

In Italia la DOP è riconosciuta a più di 400 vini e 160 prodotti agroalimentari, compresi prodotti peculiari del territorio. In Campania, ad esempio, sono sottoposti a etichetta DOP il cipollotto nocerino, la mozzarella di bufala campana, il pomodorino del piennolo del Vesuvio e il fico bianco cilentano.

È impossibile riportare, per esteso, l’intero elenco dei prodotti DOP italiani – considerato anche il continuo aumento dei prodotti locali a ricevere una protezione e un riconoscimento ufficiale. Online è disponibile la lista ufficiale di prodotti DOP italiani, costantemente aggiornata dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali. Tra gli oli campani ricordiamo: l’olio extravergine di oliva del Cilento, l’olio extravergine di oliva delle colline salernitane, l’olio extravergine di oliva Irpinia – Colline dell’Ufita, l’olio extravergine di oliva delle Terre Aurunche e l’olio extravergine di oliva della Penisola Sorrentina (protagonista anche di una bottiglia della Selezione Oli d’Italia – Sabino Basso).

Come già detto in precedenza, l’etichetta DOP tutela il prodotto non solo nella regione e nella nazione di appartenenza, ma anche in tutto il territorio UE e in gran parte del mondo. L’etichettatura DOP è quindi un riconoscimento, ma anche uno strumento di divulgazione e protezione di un prodotto e della filiera che vi è dietro di esso.

Le norme del marchio DOP

Il marchio DOP indica, già nella sua nomenclatura, un prodotto tipico locale.

Tale prodotto dovrà rispettare una specifica lavorazione, che dovrà tenersi in un territorio preciso e chiaramente definibile. La lavorazione e il prodotto in sé devono essere legati con la regione e la sua cultura locale da fattori storici e tradizionali comprovati.

Il regolamentato dalla normativa europea e, in particolare, il regolamento istitutivo del sistema di protezione delle denominazioni territoriali CEE 510/2006 – Protezione delle Indicazioni Geografiche e delle Denominazioni d’Origine dei prodotti agricoli e alimentari all’articolo 2, comma 2 specifica che:

“Ai fini del presente Regolamento si intende per:

  1. a) denominazione d’origine: il nome di una regione, di un luogo determinato o, in casi eccezionali, di un paese che serve a designare un prodotto agricolo o alimentare – originario di tale regione, di tale luogo determinato o di tale paese e – la cui qualità o le cui caratteristiche siano dovute essenzialmente o esclusivamente all’ambiente geografico comprensivo dei fattori naturali ed umani e la cui produzione, trasformazione ed elaborazione avvengano nell’area geografica delimitata;”

Perché il marchio DOP è importante

Il marchio Dop contrassegna un prodotto agroalimentare le cui caratteristiche e la qualità sono derivanti esclusivamente dall’ambiente geografico in cui viene prodotto.

Questa è la caratteristica peculiare fondamentale dei prodotti DOP ed è imprescindibile per ricevere tale riconoscimento. Questo legame inscindibile con i territori costituisce anche una garanzia per il consumatore: il marchio DOP implica che il prodotto etichettato rispetti degli iter determinati e abbia necessariamente le caratteristiche riportate pedissequamente nel disciplinare. Il disciplinare è il regolamento che bisogna seguire e che riassume sinteticamente anche la storia del prodotto.

DOP: agire locale, pensare globale

Il marchio DOP pone un importante focus sulla necessità che la lavorazione e le diverse fasi di trasformazione di un prodotto siano locali. Ciò significa che devono avvenire esclusivamente e necessariamente nell’area indicata e delimitata dalla denominazione.

L’intero ciclo di produzione di un prodotto DOP avviene, quindi, nelle zone in cui il prodotto è stato storicamente coltivato, lavorato, persino consumato e non è riproducibile altrove.

Questo aspetto dev’essere sottolineato per ricordare un’altra caratteristica fondamentale dei prodotti DOP: non essere riproducibili in altri luoghi, cioè l’essere prodotti tipici locali uniche, con una regolamentazione che consente a una filiera di essere preservata e di essere sottoposta a controlli di enti terzi che ne riconfermano l’affidabilità, la storicità, la bontà.

Come si ottiene il marchio DOP?

A questo punto si potrebbe erroneamente inquadrare l’etichettatura DOP come un “premio” al prodotto. Niente di più scorretto.

Il riconoscimento DOP è una garanzia della qualità dell’alimento per il consumatore e una protezione delle tradizioni agricole alimentari, di cui viene riconosciuto il ruolo storico, culturale, economico e antropologico. Soprattutto, ottenere il riconoscimento DOP è un processo complesso e una vera e propria sfida per i territori.

Esistono dei consorzi territoriali di tutela e valorizzazione dei prodotti che sono costantemente impegnati nell’ottenere (e mantenere) il riconoscimento dell’etichetta DOP. Tra i compiti di questi consorzi rientra anche la necessità di vigilare e monitorare l’osservanza del disciplinare produttivo, fornendo tutta la regolamentazione relativa alla produzione ai lavoratori.

I consorzi, inoltre, devono curarsi anche di realizzare iniziative divulgative. Tali iniziative sono necessarie per far conoscere un dato prodotto tipico, per diffondere e far conoscere il suo utilizzo e le sue potenzialità ai consumatori. Queste iniziative si tengono però non solo a livello territoriale, ma anche con iniziative nazionali, europee e internazionali.

I vantaggi del marchio DOP

L’etichetta DOP è uno strumento che offre numerosi vantaggi non solo ai consumatori, ma anche ai territori e ai produttori.

In primo luogo una regione che presenta un vasto ed eterogeneo numero di prodotti riconosciuti come DOP può sollevare l’interesse per il turismo agroalimentare ed enogastronomico.

In secondo luogo, il riconoscimento a un primo prodotto può aprire la strada a un maggior interesse e una maggiore attenzione verso altri prodotti. La recente popolarità della mozzarella di bufala campana ha portato, ad esempio, alla scoperta di altri derivati dal latte campano che in passato erano ignorati al di fuori della Campania.

Per i produttori, inoltre, la DOP può essere uno strumento di differenziazione qualitativa che consente di prevenire i prodotti dalla concorrenza sleale. In particolare la DOP contribuisce a evitare la concorrenza sui costi di produzione, impedendo numerose truffe e altre frodi alimentari.

Gli effetti del marchio DOP

Il riconoscimento, la tutela e la certificazione dei prodotti su base territoriale, storica, culturale è uno strumento con cui le imprese locali, gli organismi associativi e le istituzioni pubbliche (locali e nazionali) possono favorire l’ingresso in nuovi mercati e l’apertura di nuovi canali commerciali.

I consumatori, d’altro canto, mostrano un interesse maggiore e in costante ascesa verso i prodotti tipici. La produzione locale tipica è infatti considerata di migliore qualità, più genuina e salutare rispetto ai prodotti di identità sconosciuta e delle grandi filiere produttive. Inoltre si riscontra come la maggioranza dei consumatori desideri instaurare un legame solidale ed empatico con l’identità culturale dei territori che producono certi prodotti.

Infine, dato il forte legame con il territorio di produzione, il marchio DOP può contribuire a favorire un maggiore sviluppo rurale, contribuendo a mantenere tradizioni e culture e persino a riprenderle nel caso siano state abbandonate.