Come conservare l’olio esausto per riciclarlo?

Come conservare l’olio esausto per riciclarlo?

Torniamo a parlare di olio esausto e di riciclo, dopo avervi presentato alcuni consigli in questo articolo. Abbiamo scelto di riproporre la questione perché ci siamo accorti che, pur desiderosi di effettuare la raccolta dell’olio esausto, molti lettori non sanno come effettuarla al meglio.

Ricordiamo che, purtroppo, in Italia non esiste una normativa unica per quanto riguarda il riciclo dei rifiuti. Ciò significa che ogni comune agisce su propria discrezione e indica regole, orari, metodi di raccolta differenti. Il nostro suggerimento è di informarsi sempre presso i siti e i luoghi istituzionali su quali regole seguire, per rispettarle e rendere effettivamente efficace il nostro impegno nel riciclo.

Dati 2018 sulla raccolta differenziata nelle regioni italiane. Fonte: Lovepeacejoy404, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Dove raccogliere l’olio esausto?

Il riciclo dell’olio parte con la sua raccolta, che appare come la questione più spinosa. Sebbene per raccogliere l’olio basti accumularlo, magari versandolo con un imbuto, in qualsiasi contenitore di plastica.

Ma, se sceglierete di usare una soluzione di fortuna (una bottiglia di plastica, un flacone, ecc) sappiate che il contenitore tenderà a ungersi e a sporcarsi/sporcare facilmente il ripiano in cui si trova. Il vetro potrebbe essere una buona alternativa, ma in quel caso dovrete confrontarvi con il maggior peso e la delicatezza di questo materiale.

Per risolvere questo spinoso problema, vi suggeriamo di acquistare un contenitore dedicato all’olio esausto. Questi contenitori, che nascono per preservare gli oli motore dell’automotive, sono la soluzione più funzionale e presentano una maggiore “resistenza” allo sporco: le plastiche con cui sono realizzati impediscono all’olio di trasudare e consentono una facile pulizia. Non solo: la maggioranza dei contenitori dedicati agli oli esausti presenta chiusure di sicurezza ed ermetiche, similmente ai tappi delle medicine e/o alle borracce. Un’aggiunta importante, che aiuta a evitare “disastri” in caso di cadute accidentali del contenitore.

Se volete acquistare un contenitore per l’olio esausto, vi suggeriamo di rivolgervi al vostro ferramenta di fiducia oppure a un negozio di detersivi e casalinghi. Spesso anche i supermercati possono metterli in vendita. Infine ci sono migliaia di marketplace online dove potrete acquistare il raccoglitore d’olio più adatto alle vostre esigenze ed eventualmente affidarvi alle esperienze di altri utenti.

Un ultimo suggerimento: riflettete sulla quantità di olio esausto che producete e, anche se comprate un raccoglitore adatto a essa, valutate se non produrne di meno. Il riciclo dovrebbe spingerci anche a riflettere sui nostri consumi e sulle nostre abitudini e un eccesso, anche di un alimento sano come l’olio, non è mai benefico.

Un murales che invita al riciclo nei pressi della Central Avenue presso il Rio Salado (Phoenix, US). Fonte: Kevin Dooley, CC BY 2.0, via Flickr

Come raccogliere l’olio esausto?

Dopo aver cucinato, procuratevi il contenitore di cui sopra e, dopo ogni frittura, metteteci l’olio esausto. Il nostro suggerimento è di versarlo, eventualmente con l’ausilio di un imbuto e di un colino per filtrarlo, e poi di ripulire eventuali rimanenza con carta (di giornale e/o panni usa-e-getta) che poi andrà messa nell’indifferenziato o nell’umido.

Raccogliere l’olio è una procedura semplice, rispettando due indicazioni principali:

  1. Attendete che l’olio si raffreddi prima di fare qualsiasi cosa. L’olio bollente può ustionarvi più o meno gravemente, perciò prestate attenzione;
  2. Non “sporcate” l’olio con altri liquidi, come saponi e acqua;
  3. Filtrate l’olio esausto mentre lo versate. Un colino dovrebbe bastare allo scopo;
  4. Versiamo l’olio esausto nel nostro contenitore, possibilmente asciutto.

Quando il contenitore vi parrà pieno, oppure quando arriva il giorno in cui il comune in cui domiciliate effettua la raccolta degli oli esausti, potete occuparvi di svuotarlo. Nel caso in cui il vostro comune non effettui queste operazioni, potete anche visitare la più vicina isola ecologica. Assolutamente non disperdete l’olio esausto in natura!

Un contenitore per la raccolta di olio esausto presso Capri (NA). Fonte: P. Asman e J. Lenoble, CC BY 2.0, via Flickr

 

Quali oli è possibile raccogliere?

Qualora usiate oli differenti in cucina e/o per profumare la vostra casa, non importa. La maggioranza degli oli è indicata con tale termine perché equivalente e, ai fini del riciclo, la differenza che intercorre tra un olio esausto per uso alimentare e un olio esausto usato per altri fini – salvo gli oli motore – non è fondamentale.

Se invece desiderate ricavare dei saponi e seguire gli altri consigli di riciclo “fai-da-te” di cui vi abbiamo parlato, allora dovrete prevedere differenti contenitori per differenti oli.

Preservare la Terra è un dovere per tutti e tutte noi. Non c’è più tempo per le chiacchiere, è necessario passare ai fatti e fare ognuno una piccola parte.
Fedeli a lei e nel gusto, sempre.